Hai mai pensato che un viaggio è composto in buona parte anche dai suoni? E secondo te, qual è il paese più "sonoro/rumoroso" al mondo? Non ti stai sbagliando, è proprio l'India!
Per questo, raccontandoti del mio viaggio da Delhi a Calcutta, passando per Haridwar, Rishikesh, Agra, Khajuraho, Allahabad, Varanasi e Bodhgaya, ho pensato di farti provare una nuova emozione: viaggiare in un paese così incredibilmente affascinante anche attraverso i suoi suoni!
Durante il tour ho raccolto alcuni frammenti audio che, con l'aiuto delle foto, mi permetteranno di trasportarti in un mondo fatto di suoni sorprendenti e di magnifici colori!
Benvenuto in India e nel mondo di Contemporary Art of Travel!
Dopo un piacevole viaggio in aereo, via Doha, eccomi finalmente arrivato a Delhi! Ad accogliermi ci sono subito i rumori delle sue trafficatissime strade.
Dall'aeroporto alla banchina della Stazione di Delhi, in attesa del treno che mi porterà ad Haridwar: nonostante sia molto presto, l'affollata stazione ti costringe a uno "slalom" continuo tra la gente.
Sul treno per Haridwar viene riprodotta musica tradizionale per tenere compagnia ai passeggeri e, a ogni stazione, il treno si riempie sempre di più.
In India, per le strade, c'è un rumore sempre presente: il clacson!!
Ad Haridwar mi accoglie Mamma Gange. La città è situata sulla riva destra del fiume, ai piedi dei monti Shivalik, ed è considerata un luogo sacro per gli indù; ospita importanti eventi religiosi e funge da porta di accesso a diversi luoghi di culto. Il più significativo degli eventi è il Kumbha Mela, che si celebra ogni 12 anni. Durante l'Haridwar Kumbh Mela, milioni di pellegrini, devoti e turisti si radunano per eseguire bagni rituali sulle rive del Gange, per lavare via i peccati e raggiungere il moksha (= salvezza).
Nel tardo pomeriggio, ho visitato con un tour a piedi le strade di Haridwar, le affollate vie del mercato e mi sono inoltrato nei ghat (= scalinate cerimoniali lungo i fiumi); in particolare, sulle rive del fiume Gange, ho raggiunto Har-Ki-Pauri che significa "i piedi di Lord Vishnu", un ghat punto di riferimento della città santa indù
All'imbrunire è stata un'esperienza incredibile assistere al "Aarti" o "invocazione". Il riflesso dorato dei diya (= lampade ad olio) floreali sul fiume Gange al crepuscolo è lo spettacolo più incantevole di tutta la cerimonia. Mamma Gange è fondamentale nei rituali sacri indiani e sulle sue rive i credenti pregano a tutte le ore del giorno.
Le strade di Haridwar hanno una vivacità incredibile anche di notte e il suono del clacson rimane sempre una costante!
Il secondo giorno ad Haridwar è stato destinato alla visita di alcuni dei luoghi sacri più importanti della città tra cui il Trimbakeshwar, il Shivananda Ashram ed il Parmarth Ashram. Ecco il canto che viene intonato all'interno di uno dei templi.
Le sirene dell'ambulanza in India sono molto diverse da quelle di casa nostra!
Nel tardo pomeriggio sono tornato ad assistere al sacro "Ganga aarti" (invocazione) ad Haridwar. La folla che si raduna per le celebrazioni rituali è davvero numerosa e l'esperienza continua ad essere affascinante!
Durante il quarto giorno di viaggio, ho visitato in giornata Rishikesh. Nella piccola città sacra la musica Hindu Bhajan risuona e accompagna i rituali dei templi mentre insieme alla musica di sottofondo i monaci intonano i canti sacri.
Alla sera ho assistito alle celebrazioni a Triveni Ghat, un sito religioso di Rishikesh sulle rive del Gange. I canti dei rituali sono quasi ipnotici, soprattutto se accompagnati dalle tipiche campanelline!
Dopo un lungo tragitto in treno fino a Delhi e successivamente in auto verso sud, ho raggiunto Agra. Costruito dagli imperatori moghul quando Agra era la capitale dell'impero, il forte rosso di Agra è un imponente complesso fortificato in arenaria rossa utilizzato in passato sia come punto strategico militare che come residenza reale. All'interno delle sue mura si trovano palazzi, cortili, moschee e giardini aggiunti dalle generazioni successive di imperatori.
Il giorno successivo, all'alba, ho visitato il Taj Mahal. Voluto dall'imperatore Shah Jahan in memoria della sua amata moglie Mumtaz Mahal, fu costruito a partire dal 1632 con lavori che si conclusero dopo 22 anni. Patrimonio dell'umanità, è una delle meraviglie del mondo moderno e non si può non rimanere affascinati dalla sua bellezza eterea.
Dopo aver scattato incredibili foto al Taj Mahal, eccomi ad attraversare le strade di Orchha, piccolo centro che mostra ancora oggi il suo glorioso passato: nell'antichità è stato la capitale del regno dei Bundela, dal 1531 al 1783. Enormi templi e palazzi fatiscenti sorgono dalla giungla circostante, con vista sulle colline ondulate e sull'ampio fiume Betwa. Tra i vari imponenti edifici il Jahangir Mahal è stato costruito da Raja Bir Singh Deo per commemorare la visita dell'imperatore Moghul Jahangir, il Raj Mahal.
Lungo la strada per raggiungere la tappa successiva, Khajuraho, mi sono imbattuto in un enorme elefante indiano che occupava tutta la "corsia"! Qui è un animale sacro (impersonificazione di Ganesha e simbolo di abbondanza e ricchezza) ed è considerato un buon auspicio se alza la proboscide nella tua direzione.
L'itinerario personalizzato mi conduce alla piccola cittadina addormentata di Khajuraho. Un tempo era la capitale religiosa della potente dinastia Chandela, che qui costruì 85 magnifici templi durante il regno che si estese fino alla fine del X secolo. Ventidue di questi templi sono in omaggio al periodo più prolifico della scultura dei templi indù. La caratteristica principale di queste costruzioni è la presenza di sculture altamente erotiche, la cui importanza nei rituali religiosi rimane ancora sconosciuta.
A Khajuraho il benvenuto dei bambini curiosi che giocano per le strade è molto dolce!
Attraversare a piedi le strade della città ti avvicina alla vita quotidiana dei residenti; in questo caso una donna che utilizza il pozzo per la scorta giornaliera d'acqua e la sua bimba che mi saluta.
Nel periodo prima del matrimonio è usanza attraversare le strade del proprio paese con un carro che riproduce musica ad alto volume da grandi casse; al seguito la folla danzante dei partecipanti alla festa!
Le preghiere e i canti sacri vengono insegnati già da piccoli nelle scuole.
Il tour "on the road" ti fa viaggiare a stretto contatto con il popolo indiano e ti porta dentro la vita quotidiana: l’India vera è sulla/per la strada.
Il trasferimento su strada da Khajuraho a Allahabad mi ha fatto capire che guidare in India non è assolutamente uno scherzo. Per spiegarmi meglio utilizzo un'espressione che usano qui:
"Driving in India? Good breaks, good horns and... good luck!
Il cinema è molto ben radicato nella cultura popolare indiana. Chi non ha mai sentito parlare di "Bollywood"?
Arrivato ad Allahabad, mi sono diretto verso il fiume Gange. Ecco un esempio delle preghiere che vengono intonate sulle rive del fiume sacro, sito delle cerimonie dell'Ardh-Kumbh che qui si svolgono ogni 6 anni.
Dopo aver riposato una notte ad Allahabad, sono partito in direzione sud-ovest; lungo il tragitto ho visitato il forte di Chunar e conosciuto la sua lunga e antica storia. Da qui ho navigato a bordo di una barca a remi per raggiungere Varanasi.
Eccomi a Varanasi, la città più santa degli Indù, non poteva mancare in un viaggio a mia misura come questo. Assistere al "Ganga Aarti" dai suoi ghat fa venire la pelle d'oca! Ad accompagnare i canti ci sono innumerevoli campanelline!
A Varanasi, si festeggia il Maha Shivaratri Festival, la grande notte di Shiva, che cade il quattordicesimo giorno della quindicina buia di Phalguna (tra febbraio e marzo) ed è dedicato al culto del Signore Shiva. Il festival è di natura puramente religiosa ed è osservato da tutti gli indù che, per l’occasione, decorano a festa i templi di Shiva. Durante i festeggiamenti i credenti rimangono a digiuno giorno e notte e si radunano presso i templi o sulle rive del Gange ad eseguire la puja (= offerta) sperando di ottenere ciò per cui pregano.
Durante i tre giorni a Varanasi ho avuto la possibilità di esplorare quasi tutti i ghat della città, i templi cittadini più importanti e il centro Buddista di Sarnath. In questa piccola cittadina Buddha predicò il suo primo sermone e ad accogliermi c'era il suono rilassante dei canti-preghiere dei suoi credenti.
All'entrata del tempio nepalese, a Varanasi, ecco le campane suonare!
È in atto un rito sacro e queste sono le preghiere intonate.
A Varanasi ho assistito ad uno spettacolo di danze classiche indiane all'interno di una casa privata: la danza Kathak, accompagnata dal suono del tamburo e dei campanelli attaccati alle caviglie del danzatore.
Questo è il suono dei campanelli a tempo del danzatore di Kathak.
Da brividi il ritmo incalzante dei tamburi durante un rito di cremazione. Partecipare a queste funzioni ti fa capire quanto la vita di questa popolazione e la sua religione siano ancora strettamente intrecciate.
La tappa successiva del viaggio è Bodhgaya. La città sorge sul luogo dove Siddharta meditò e divenne Buddha, l'Illuminato. Ho visitato il tempio di Mahabodhi e tutti gli edifici legati alla religione buddista.
Dopo un giorno intenso a Bodhgaya, continuo il mio viaggio d'autore verso Calcutta, passando da Nalanda e Patna. Per muovermi tra le strade cittadine ho scelto il Tuk-tuk indiano o auto rickshaw. A bordo la radio trasmette musica tipica.
A Calcutta mi ha colpito l'incredibile contrasto tra antico e moderno, una miscela di edifici di epoca coloniale e costruzioni nate dalla recente urbanizzazione. Fondata 300 anni fa dalla Compagnia delle Indie Orientali, è stata la capitale britannica fino al 1911. Ho cominciato la visita della città dalla Dalhousie Square per poi raggiungere College Street Book Market, il più grande mercato di libri di seconda mano del mondo. Molto toccante la visita al dormitorio della colonia dei pazienti di Maria Teresa, situato poco fuori Calcutta. La colonia ospita oltre 350 uomini e donne.
Usanze indiane: lo sapevi che dopo aver comprato un'automobile nuova, si celebra un rito per benedire il nuovo acquisto e chi lo userà?
Con Calcutta termina il mio itinerario personale in India. È stato un viaggio pieno di colori, persone, acqua, templi, statue, tuk tuk, treni e... TANTO TANTO RUMORE!
E comunque, questa è la vera essenza dell'India!
Se ho ispirato la tua voglia di visitare l'India come ho fatto io 😉 Contattami subito!
Buon viaggio, sempre...
28.02.2023